Di origine volsca, Atina fu successivamente occupata dai Sanniti che la portarono a diventare una delle città più influenti dell'epoca. Il poeta latino Virgilio ladefinì "potens" annoverandola tra le cinque città del Lazio che si allearono con Turno contro Enea. San Pietro Apostolo, facendovi sosta mentre si dirigeva a Roma, vi lasciò come vescovo San Marco Galileo, divenuto patrono del paese. Nel V e VI secolo Atina fu soggetta alle popolazioni germaniche e nel 590 fu occupata per la prima volta dai longobardi, i quali la conquistarono definitiva mente nel 702. Nel corso dei secoli IX e X fu sottoposta alle incursioni dei saraceni che si erano insediati alle foci del Garigliano. Fu influenzata dalla signoria benedettina cassinese, ma per un certo periodo venne sottoposta ai duchi di Capua, poi al conte dei Marsi, fino a diventare feudo dei duchi d'Aquino.
Nel corso della sua storia ha subito varie distruzioni, quali quella compiuta dai conquistatori longobardi, quella del 1349 ad opera di un violento terremoto e ultima, durante la II Guerra Mondiale.
Tra i suoi gioielli architettonici è possibile ammirare e visitare: il Palazzo Ducale o Cantelmo (sec. XIV), il Palazzo Arcivescovile, la Cattedrale di Santa Maria Assunta (del 1745), la Chiesa di San Pietro al Cimitero, il Museo civico e la Biblioteca Comunale.
Durante la guerra:
Atina entrò a far parte nel 1927 della provincia di Frosinone e durante la seconda guerra mondiale la città diventò retrovia del fronte stabilito a Cassino. Le truppe tedesche asportarono macchinari e materie prime dalla cartiera Visocchi e i bombardamenti alleati del 5 e 12 dicembre distrussero quasi tutto il paese. Durante l'occupazione tedesca vennero uccisi alcuni contadini che si erano ribellati alle requisizioni. Nel gennaio 1944 il paese venne sfollato ed il 28 maggio liberato: nello stesso giorno si ricostituirono gli organi democratici di governo.
Oggi:
Durante l'estate Atina ospita manifestazioni internazionali come il festival "
Atina Jazz" (luglio) e il Festival del Folklore (agosto). Tra le specialità gastronomiche locali si possono annoverare il cabernet S. Michele, frutto di una pregiata e ricercata produzione vinicola, i tagliolini e i fagioli cannellini. Nel
Museo Civico Archeologico, tra i più ricchi e completi del Lazio meridionale, si possono ammirare fibule e anelli in bronzo, tegami e anfore di un certo pregio, mosaici e vario ed interessante materiale funerario di epoca preromana. Su tutto il territorio comunale sono presenti resti di tombe romane, di Mura Pelagiche e di Porte.
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