In quel tragico inverno tra il '43 e il '44, insieme alle le truppe,
embedded si direbbe oggi,
c'era
John Houston. Il regista
che con
Il falcone maltese ha inaugurato il cinema noir e che fino agli anni ottanta ha realizzato
capolavori (si pensi a
Fuga per la vittoria)
era inviato in missione "giornalistica" per seguire la guerra.
Dopo la copertura
real time cui ci ha abituato la CNN a partire dalla Guerra del Golfo, ci sembra naturale
essere informati su tutto. Ma come veniva raccontata la guerra ai tempi dei cinegiornali? In che modo registi e
troupes seguivano gli eventi e li facevano conoscere al mondo intero? La risposta è, stranamente, dentro
la storia del cinema: non a caso l'operatore di Houston che durante
Battle of S. Pietro correva con i soldati
è stato oggetto di citazione da Spielberg, che ha tentato di riproporne i movimenti (e l'effetto narrativo) nella
lunga scena dello sbarco in
Salvate il soldato Ryan.
Per ripercorrere con il celebre regista le tecniche di reportage mediatico della guerra e il libguaggio
cinematografico, si può partire da
San Pietro Infine
e dal
Parco della Memoria. I più coraggiosi (ed esperti,
meglio se accompagnati da una guida locale) potranno calpestare le stesse rocce e guardare la stessa scena
del regista dalle pendici del
Monte Sammucro.