"Il gran percorso della memoria",
consistente in un percorso attraverso
i luoghi simbolo degli eventi più
significativi della grande battaglia e
che coinvolge tutti i Comuni del territorio;
[Senato della Repubblica Italiana]
Durante la Seconda Guerra Mondiale, avanzando verso Roma, le forze alleate (composte da soldati
di
tante nazionalità
differenti) si trovarono a doversi aprire la strada in un passaggio obbligato, tra gli appennini e il mare.
Dal Volturno a Cassino i tedeschi avevano
costruito delle potenti linee difensive (la
Gustav è
sicuramente la più famosa), sfruttando la conformazione del territorio e le alture come roccaforti inepsugnabili.
In un'ottica storica non era altro che la riproposizione di un canovaccio già visto: tutti gli eserciti che hanno
percorso l'Italia hanno finito per scontrarsi o marciare in questo passaggio obbligato tra la provincia di Caserta,
quella di Frosinone e il Molise. Ma la
Battaglia
di Cassino, come viene ricordata (anche se per rigore storico le battaglie furono quattro), fu probabilmente
l'evento storico più cruento e drammatico. Migliaia di vittime, mesi di scontri, tragedie individuali e
di massa ne fecero uno degli episodi più estremi dell'intera Seconda Guerra Mondiale.
Ma il contesto in cui
tutto ciò avveniva, con gli italiani sospesi tra l'invasore tedesco e i bombardamenti e le violenze degli
alleati, ha segnato profondamente le popolazioni locali. Come spesso accade in guerra, non fu mai possibile
distinguere il bene dal male: i tedeschi salvarono il patrimonio dell'
Abbazia di
Montecassino, gli americani la bombardarono e la rasero al suolo per ragioni che ad oggi non vedono gli storici
concordi. Per ogni azione contro gli occupanti nazisti venivano fucilati innocenti, e regnava un clima di terrore.
Ma in molti paesi l'arrivo degli alleati portò altra violenza, e comunque molta distruzione: quasi tutti i comuni
del Gran Percorso furono rasi completamente al suolo dai bombardamenti o dai sabotaggi dei tedeschi in ritirata.
Oggi, un
Comitato per le
Celebrazioni, ha scelto di raccogliere le popolazioni colpite in uno sforzo di recupero della memoria
collettiva. Dopo aver promosso la costruzione dell'
Historiale
(probabilmente -per capacità suggestiva- uno dei più importanti Musei di Guerra europei), il Gran Percorso (che unisce
la memoria di generazioni alla persistenza dell Storia) è la naturale evoluzione dell'integrazione tra la cultura
locale, segnata da un evento tragico, e la necessità di raccontare un territorio al viaggiatore.
Filosofia progettuale del Gran Percorso
Uno dei tanti paradossi che la Guerra porta con sè è quello del ricordo: la guerra non ne lascia. Azzera, distrugge,
cancella anche quello che c'era prima. In moltissimi paesi la popolazione aveva perso tutti i punti di riferimento
tradizionali. Non c'erano più le fontane, le chiese, tra le macerie non si riconosceva la piazza in cui per secoli
si svolgevano le attività cittadine. Il ricordo, l'esperienza personale, invece, bruciava dentro, segnava la vita delle
persone che da quel momento in poi erano diverse. I racconti degli anziani si trasmettevano ai più giovani: il fantasma di
quei mesi di combattimento percorre le anime anche dopo che tutto è stato ricostruito.
A distanza di sessant'anni i reduci, i loro figli, i loro nipoti, tornano a Cassino e nelle zone delle battaglie. Vengono
dall'australia, dalla Polonia, dagli Stati Uniti, dalla Francia, dalla Germania. Vengono a guardare con occhi nuovi
i luoghi in cui hanno sofferto in prima persona o i loro cari. E in quelli stessi luoghi gli anziani e i loro nipoti,
segnati dallo steso ricordo, tengono stretta la memoria. Da più parti sono fioriti tentativi di recupero: il
Cassino War Memorial, il
Sacrario
di Mignano sono solo due tra moltissimi esemmpi. L'enorme e preziosa banca dati
Dal Volturno
a Cassino, che raccoglie moltissima documentazione (cui spesso qui facciamo rifermineto per le letture), è un altro
modo che il territorio ha spontaneamente scelto per tenere vive le tracce. Così come tutte le manifestazioni e gli eventi
che spesso accolgono in tutti i comuni i reduci stranieri e turisti della memoria.
Il Gran Percorso è tutto questo, raccolto in una narrazione ordinata che possa aiutare il viaggiatore ad orientarsi in
quanto è rimasto del ricordo. E a scoprire, forse, cosa quel ricordo può insegnargli.
Da dove partire