Strategicamente posizionato alla confluenza tra Liri e Gari, lì dove nasce dai due fiumi il Garigliano,
come molti paesi dell'area benedettina, deve il suo nome all'omonima chiesa e ha origini attestate
intorno all'anno mille [
leggi la storia].
Durante la Guerra:
Come ricorda
Tommaso Baris,
nei piccoli centri in cui i bombardamenti hanno particolarmente infierito sulla popolazione,
il ricordo della guerra è fortemente legato a quei momenti. A Sant'Ambrogio, ogni racconto dei sopravvissuti
ruota intorno
all'incursione aerea del 2 dicembre 1943, quando una bomba centrò in pieno un ricovero, causando 42 morti.
Tutti ne furono in qualche modo coinvolti e hanno finito per ricordarlo come uno spartiacque fondamentale nella loro esistenza.
Non fu possibile soccorrere quanti, vivi, rimasero sepolti dentro al rifugio. Il dramma del momento fu accresciuto
dall'impossibilità di prestare soccorso ai feriti, poichè il bombandarmento non cessava:
tutti sentirono i lamenti delle persone fino alla sera ma non poterono far nulla.
Ad allarme cessato, la guarnigione di soldati tedeschi di stanza a Sant'Ambrogio, per alcune ore, depose le armi e
aiutò la popolazione civile ad estrarre i corpi, che furono depositati nel sagrato della cappella di San
Rocco.
Il comportamento dei soldati tedeschi e soprattutto i loro tentativi di far sfollare la popolazione,
allontanandola dal fronte, secondo Baris contribuirono ad alimentare il mito del "tedesco buono" ampiamente attestato
in tutta la provincia e rafforzato da un esteso risentimento contro gli alleati che si dimostrarono
agli occhi di molti, pavidi e sprezzanti delle sofferenze di un popolo inerme.
Matthew Parker racconta un
altro episodio significativo che si è svolto a Sant'Ambrogio.
Secondo gli ordini del Generale Clark, la 46° divisione britannica avrebbe dovuto sostenere il fianco sinistro
dell'imminente attacco americano attraverso l'apertura di un passaggio sul versante meridionale della valle del Liri,
di fronte Sant'Ambrogio. Il 19 gennaio, il giorno previsto per l'attacco, però i tedeschi aprirono le chiuse
di una diga a monte del Rapido, alzando il livello del Garigliano di un paio di metri e accelerandone la corrente.
L'attraversamento su barche d'assalto, reso più difficoltoso dalla nebbia, fu caotico e solo una compagnia
dell'unica brigata impegnata riuscì a prendere posizione sull'altra riva. I difensori tedeschi di Sant'Ambrogio,
aiutati dai rinforzi pervenuti dalla zona di Roma, contrattaccarono aspramente. La luce del giorno, poi, permise
ai tedeschi di tirare con maggiore precisione e la riuscita di un passaggio del fiume divenne, a quel punto,
sempre più improbabile. Agli uomini sbarcati sull'altra sponda fu ordinato di tornare indietro e il tentativo
di un nuovo attraversamento venne abbandonato, provocando la collera degli americani.
Oggi:
Dela sua storia, dopo la guerra (ultima di tante vicende storiche) e dopo il terremoto del 1984, a Sant'Ambrogio
è rimasto solo un crocifisso del trecento e un altare monumentale barocco nella Chiesa di S. Biagio. Ma il piccolo comune ciociaro
è un centro vivo e fiorente.
Nella Rete: