Dagli inizi del mese di febbraio del 1944, sulle colline che circondano la millenaria
Abbazia di Montecassino, si erano susseguiti,
da parte alleata, sanguinosi attacchi nel tentativo di aprire un varco nella poderosa Linea Gustav, ma senza alcun esito. Nel mese di
marzo era in pieno svolgimento la terza battaglia di Cassino (15-24 marzo 1944), denominata in codice
Operazione Dickens.
Considerata la vanità degli attacchi e visto l’elevato numero delle vittime che restavano ammucchiate sulle rocce, preda di
famelici ratti, il Generale neozelandese Freyberg, che al momento aveva il comando delle operazioni alleate nella zona di Cassino,
e il suo ingegnere capo, Brigadiere Hanson, decisero di tentare un attacco con una colonna di carri armati sfruttando il tracciato
di una antica mulattiera che dalla contrada Fonnone, nella zona ad ovest del villaggio di Caira, si arrampicava attraverso un
percorso accidentato fino al lato occidentale dell’Abbazia. La prima parte della mulattiera è alquanto ripida, ma corta e
subito dopo continua per un lungo tratto superando un leggero dislivello, fino al punto in cui attraversa il letto di un piccolo
torrente, superato il quale inizia il tratto più faticoso e erto. Superato il punto in cui ha inizio il torrente del Dente, prosegue
con un percorso abbastanza agibile fino alla gola che sovrasta la valle in cui sorgono i resti di
Masseria
Albaneta, oltre la quale
procede anche in discesa per arrivare con un erto e breve pendio alla base delle mura dell’Abbazia di Montecassino. Oggi l’intero
tracciato è percorribile, come prima della guerra, solo a piedi. Con i mezzi si puó sfruttare solo il tracciato che dal
cimitero
di guerra polacco arriva fino al monumento detto “il carro armato” e appena un po’ più oltre.
Dal primo marzo del ’44 iniziarono i lavori manuali per l’allargamento e il consolidamento della mulattiera che sulle mappe
alleate era denominata “Cavendish Road” (strada, sentiero, scavato attraverso un terreno roccioso), ma per il superamento
di tre sezioni di solido calcare e di molti pezzi di affioramento superficiale di roccia, dal giorno 6 dello stesso mese,
si rese necessario l’uso di 2 bulldozer del tipo D4, di 1 del tipo D7 e di altri 2 del tipo D6, con compressori di rimorchio
Worthington e Morris. Con l’impiego di questi mezzi, di 4 plotoni di scavatori e di 1700 libbre di esplosivo, protetti da
cortine fumogene, dopo 6 giorni di estenuante e faticoso lavoro, a mezzogiorno dell’11 marzo, la mulattiera fu pronta per
il transito di una colonna corazzata.
[S. Saragosa,
La Cavendish Road, una mossa finita male]
, la Cavendish Road è uno degli itinirari preferiti
dagli studiosi, dai reduci (o dalle loro famiglie che tornano spesso a visitare i luoghi dei racconti) e dagli appassionati
di strategia militare.