Il comune deriva il proprio nome dall'antica città romana di
Frabateria.
Il poeta latino
Giovenale
celebrò le bellezze naturali del territorio nei suoi versi descrivendo la città come il luogo ideale
per l'
otium. Durante le invasioni barbariche la città venne distrutta insieme ad
Aquino e Atina. La popolazione sopravvissuta
si insediò sul vicino lembo dei monti Lepini per difendersi da ulteriori attacchi nemici e dette il
nome di Falvaterra a questo paese. La rocca venne tuttavia ripetutamente conquistata nel corso del Medioevo
passando nelle mani dei Caetani prima e dei
Colonna
successivamente.
Come molti dei comuni vicini anche Falvaterra fu sconvolta dal brigantaggio, emerso successivamente
all'annessione del Regno delle due Sicilie.
Durante la guerra
Falvaterra ospitò molti sfollati dei comuni limitrofi in cerca di riparo dai bombardamenti e dalle violenze degli occupanti.
Anche qui, come in molti comuni, ci furono casi di resistenza civile: nel gennaio 1944 un gruppo di contadini organizzarono
una spedizione per riprendersi del bestiame razziato dai tedeschi. La reazione fu durissima, con un rastrellamento
a tappeto che coinvolse almeno duecento persone e la successiva fucilazione di alcuni innocenti.
Oggi
Il paese conserva il fascino di un paese in cui è possibile sfuggire ai ritmi di vita frenetici.
I turisti apprezzano questo luogo per la straordinaria natura che lo circonda e per la ricca offerta di
prodotti enogastronomici tipici come i formaggi, gli insaccati di maiale e il vino. All'interno dell'abitato è
possibile ammirare la Parrocchiale di Santa Maria di origine trecentesca sulla quale sono intervenuti lavori di restauro
e modifica durante il '700. Gli amanti della natura possono concedersi una visita a Rio Obaco, un e affluente del Fiume
Sacco, e visitare le Grotte Turistiche di Pastena e il Museo Speleologico Naturalistico di Pastena.
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