Esperia è uno dei comuni più vasti del fousinate.
Precedentemente chiamato Rocca Guglielma, dalla rocca fatta edificare nel secolo XI dal normanno
Guglielmo di Glossavilla, il comune si trovava in una posizione strategica poichè collegava
Pontecorvo e Aquino a Gaeta. Per questo motivo venne ripetutamente conquistata e passò di mano in mano nel
corso della storia.
A Esperia superiore è possibile ammirare la chiesa di Santa Maria Maggiore, sede della pala raffigurante
la Pentecoste opera del pittore pesarese Taddeo Zuccaro. La chiesa barocca della Madonna di Loreto conserva una statua
lignea del XVI secolo raffigurante la Vergine e due dipinti del pittore Luca Giordano.
Durante la guerra
Esperia visse un periodo particolarmente buio e drammatico durante la seconda guerra mondiale. Vista la vicinanza al fronte
di Cassino, l'intera zona fu bombardata, gli abitanti del territorio terrozzati furono
costretti ad abbandonare le abitazioni ed alcuni rimasero vittime delle fucilazioni. Fu proprio ad Esperia che avvenne
lo sfondamento della linea Gustav per mano delle
truppe nordafricane
dell'esercito francese, [
Approfondisci].
Esperia fu probabilmente uno dei centri più colpiti dalla violenza alleata (i casi di stupro ammontarono
a oltre 700) e alcuni sfollati riferirono di:
"aver sofferto più nelle 24 ore trascorse a contatto con i militari marocchini che negli otto mesi
passati sotto i tedeschi. I tedeschi avevano portato via capre, pecore, vino e viveri, ma avevano rispettato
le nostre donne: i marocchini si sono precipitati su di noi (…) riducendoci in condizioni pietose"
[ACS, PCM, 1944-47, n. 10270, f. 19-10, sf.1 Truppe alleate comportamento. Nota del 17 maggio 1944]
Ad Esperia,
secondo
alcuni autori, le razzie ed i saccheggi dei tedeschi sono ricordati, ma vengono presentati
come situazioni in qualche modo inevitabili (la fame, infatti, toccava tutti, anche i soldati). La natura
selvaggia del comportamento dei
Goumiers però sembrò
disorientare la popolazione. Il differente abbigliamento dei soldati marocchini apparve un evidente
segnale della loro totale estraneità alla comunità locale. La stranezza dei vestiti è divenuta, allora, nella
memoria il momento rivelatore della successiva violenza.
La sensazione di impotenza, la tolleranza mostrata dai comandi
verso i marocchini, il riconoscimento ufficiale che pareva accompagnare la loro violenza "selvaggia" e indiscriminata,
sconcertò gli abitanti dei paesi "liberati" e segnò, in maniera indelebile, la memoria dei giorni di guerra. Gli stupri,
i furti, gli omicidi e i saccheggi delle truppe marocchine furono tra le motivazioni per la consegna, al comune di Esperia,
della Medaglia d'Oro al Merito Civile (10 marzo 2004).
Oggi
Il paese si trova immerso in un territorio particolarmente lussureggiante e ricco di vegetazione. I boschi di carpino e faggete
si alternano alle rocce scoscese che degradano verso il Liri.
Sono presenti anche numerose sorgenti d'acqua potabile. Particolarmente diffusa è la coltivazione della vite dalla quale si
ricava il celebre vino "Cécubo", citato anche dal poeta latino
Orazio nei suoi versi. La pastorizia è tuttoggi una delle principali attività economiche del
paese. Nel comune è presente anche un laboratorio del Monopolio per la lavorazione del tabacco, che viene coltivato
nei campi circostanti.
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