Il primo toponimo che compone il nome di questo Comune potrebbe derivare dal greco
"
Kora Oinous", letteralmente terra del vino, o ancora da "
Korine(m) ", termine che indicava
la clava di Ercole, divinità venerata in questo territorio. Il secondo toponimo aggiunto soltanto nella
seconda metà dell'Ottocento si riferisce alla popolazione degli Ausoni, popolazione vicina che ne rivendicava
il possesso. Durante l'Ottocento Coreno Ausonio fu teatro di episodi di brigantaggio. Dipendente prima dalla provincia
di Caserta, passò a quella di Frosinone soltanto nel 1927.
Resti di epoca romana sono visibili all'interno della Grotte del Focone, o Grotta delle Fate, al cui interno è presente una
straordinaria opera monolitica di carattere sacrale.
Dal ponte Maio posto a 940 metri si gode uno splendido panorama sulla
Valle del Liri e sul mare di
Gaeta
e le
isole pontine.
Durante la guerra:
Coreno subì gavissimi danni alle abitazioni e numerose violenze da parte dei tedeschi durante il periodo bellico.
Gran parte del centro abitato venne distrutto e in seguito ricostruito.
Nella notte tra il 12 e il 13 aprile 1944 una perquisizione a tappeto del paese portò alla cattura del
tenente americano Robert Iverson, che con molti sfollati aveva trovato rifugio in una masseria. I tedeschi entrarono
nella casa uccidendo Antonio Coreno e ferendo
altri tre profughi.
Arrestato il soldato americano, dopo aver rinchiuso donne e bambini all'interno del casolare, i militari
fucilarono gli uomini che avevano prestato aiuto a Iverson e, in un successivo processo, condannarono a morte il
proprietario dell'abitazione.
A Coreno, come
racconta
Tommaso Baris, ci furono anche diversi casi di violenza sessuale che contraddicono lo stereotipo
dell'integrità del soldato tedesco, consolidatosi nell'immaginario collettivo (e spesso contrapposto
agli
stupri generalizzati compiuti dai soldati marocchini arruolati nelle truppe alleate).
Nel novembre 1943, proprio a Coreno Ausonio, una giovane arrivò a suicidarsi per sfuggire alla violenza
dei soldati tedeschi.
Oggi
Coreno Ausonio deve il suo sviluppo economico alla presenza di numerose cave di marmo ed all'indotto che esse generano.
Il paese è sede di una importante
esposizione annuale di macchinari estrattivi e di lavorazione e di marmi lavorati. L'estrazione e la lavorazione del marmo
ha benefici anche per lo sviluppo economico dei paesi vicini nei quali sono sorte segherie e laboratori artigiani.
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