Le origini di Colfelice si devono alla fusione
dei nomi di due frazioni di Rocca d' Arce, diventate
autonome nel 1925: Coldragone e Villafelice. Nell'antica Coldragone, secondo la leggenda, dimorava un drago,
terrore della popolazione contadina. Il mostro era solito fare razzia del bestiame, ma la sua ingordigia fu
causa della propria morte: avventatosi su un gruppo di teneri maialini, il drago fu assalito e dilaniato dalle
scrofe inferocite per l'uccisione dei loro piccoli. A testimonianza di questa leggenda il drago è tuttora
presente nello stemma comunale. Collocato in posizione strategica, tra la via Latina quella Pedemontana e la via
Vetularia, Colfelice ha conosciuto un fiorente sviluppo agricolo
e produttivo (hanno qui sede gli stabilimenti di lavorazione del legno di varie aziende artigianali e commerciali).
Durante la guerra:
In piena zona di retrovia della linea Gustav, Colfelice non subì gravi danni in seguito ai bombardamenti.
Fu liberata dalle truppe canadesi che avevano sfondato Aquino e la vicina Roccasecca, alla fine di maggio del 1944.
Oggi
A Nord del cimitero di Colfelice sono visibili i resti della
Villa romana di
Ara Murata. Le zone circostanti Colfelice sono ricche di uliveti, querce e lecci. L'aera boschiva è meta
di rilassanti passeggiate e pic nic all'aria aperta.Colfelice diede i natali allo scultore
Eleuterio Riccardi, detto
il "fornaciaio" ovvero il vasaio, le cui opere sono conservate nel palazzo municipale. Quella del fornaciaio
era una professione artigiana particolarmente diffusa sul territorio. Gli artigiani erano soliti produrre oggettistica
e utensileria. Le loro botteghe, composte solitamente di un solo ambiente, disponevano di un forno una vasca e un tornio.
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